Atalanta-Bari 1-0 - Un TIR affonda i biancorossi


di Nicola Sciortino
Ad inizio stagione , molti avrebbero visto Bari ed Atalanta , a posizioni invertite in classifica a questo punto del campionato. Invece ad un Bari che vola, verso le zone europee della classifica( il presidente Matarrese sembra aver garantito un premio per i giocatori in caso di raggiungimento di posizioni Uefa)giocando un calcio spettacolare, fa da controaltare una squadra, quella bergamasca, in piena zona retrocessione guidata ora dal terzo allenatore stagionale Bortolo Mutti. Sicuramente il match avrebbe avuto ancora più stimoli se sulla panchina atalantina ci fosse stato ancora Antonio Conte, grande ex protagonista della cavalcata del Bari della scorsa stagione; sarebbe stato un confronto accesissimo tra il passato e il bellissimo futuro della squadra pugliese, garantito da mister” libidine” Giampiero Ventura.Formazioni senza particolari novità, con i biancorossi che riescono a recuperare Alvarez(risentimento muscolare in settimana) e Meggiorini(reduce dal turno di squalifica), ma dovranno fare a meno di Almiron(squalificato) e ormai dei soliti Ranocchia e Parisi. Tra i neroazzurri presente Nick Amoruso da Cerignola, col dente avvelenato nei confronti dei suoi conterranei, e il cileno Valdes protagonista di tanti campionati con la maglia dei galletti. Parte forte il Bari e già al 3° minuto miracolo di Consigli su colpo di testa ravvicinato di Bonucci, su assist di Diamoutene. I giocatori di casa, iniziano a guadagnare campo e azioni pericolose, con Ferreira Pinto che all’8°, calcia alto sulla traversa. Mancano vere e proprie occasioni da gol, anche se il match è piacevole, con l’Atalanta che fa valere un certo domino territoriale e un Bari che non sembra veloce e brillante nelle ripartenze come al solito. Al 25° Alvarez segue i consigli di Mister Ventura e corre largo sulla fascia, aprendo gli spazi per una bella azione in velocità che mette Meggiorini in condizioni di calciare in porta, con i difensori atalantini che sbrogliano in corner. I neroazzurri replicano sfruttando le incursioni e i cross di Garics che per due volte , mette invitanti palloni sulla testa di Amoruso che mette fuori sulla porta di Gillet. La partita si anima e al 30° schema su punizione dalla trequarti con S. Masiello che pesca Barreto che in girata al volo, mette un pericolosissimo tiro-cross in area con Meggiorini che davanti alla porta spalancata, viene anticipato dalla retroguardia bergamasca. Mentre continuano i pericolosi cross in area biancorossa, al 35° ancora Meggiorini, lanciato in area prova a saltare il portiere Consigli che in uscita con un intervento rischiosissimo tocca prima il pallone e poi le gambe della punta barese che cade in area provando a reclamare il rigore. Si procede a sprazzi e al 40° è Valdes che con un passaggio filtrante manda in porta Caserta che tira su un insuperabile Gillet in uscita,che salva la sua porta. La partita scivola verso la fine della prima frazione con Doni particolarmente nervoso,graziato dall’arbitro Banti dopo un brutto gesto nei confronti di Barreto, a seguito di un battibecco per un presunto fallo su Meggiorini.

Il secondo tempo parte con l’Atalanta all’attacco che continua a insistere dalle fasce, mettendo pericolosi pallone nell’area biancorossa. Brutto fallo al 7° di Manfredini su un mobilissimo Meggiorini, che costa il cartellino giallo al difensore atalantino. L’attaccante biancorosso continua a tenere ottimamente la palla tra i piedi e al 15° procura la sacrosanta ammonizione del capitano atalantino Doni, protagonista di un brutto sgambetto ai danni del numero 69 del Bari. Piovono i cartellini : per i neroazzurri anche Padoin( fallo su Alvarez) finisce sul taccuino del signor Banti; mentre Barreto guadagna il primo giallo tra i suoi. Le occasioni latitano, l’unico squillo arriva appena al 20° con un tiro di Valdes che da fuori area sfiora il palo sinistro di Gillet. Nel frattempo Ventura tenta la carta Castillo che sostituisce uno spento Barreto, e manda in campo il neoacquisto Sestu al posto di un Alvarez evanescente. Brivido per i 2000 tifosi del Bari al 27° con Doni che su cross di Amoruso approfitta di un’incertezza di Bonucci, e tira a due passi dalla linea di porta trovando uno strepitoso Gillet che si salva d’istinto. Entrano Kamatà per Koman nel Bari( con Ventura che cambia gli esterni), e Tiribocchi e Chevanton per Amoruso e Caserta nell’Atalanta, con Mutti che prova a vincer la partita. Ancora una clamorosa occasione al 30° per la squadra di casa con il neoentrato Chevanton che a tu per tu con Gillet in uscita disperata tira sul portierone belga( era stato S. Masiello a tenere in gioco l’uruguagio). Il Bari risponde con Kamatà che involatosi sulla fascia crossa rasoterra per Sestu che tira alle stelle da ottima posizione. Al 38° però arriva la svolta della partita: Chevanton lancia di prima rasoterra il compagno di reparto Tiribocchi(tra l’altro entrambi ex giocatori del Lecce), che con una finta di corpo fa scorrere il pallone liberandosi di Diamoutene, e scaglia un pallone che si insacca nel sette alla sinistra di un incolpevole Gillet, per il vantaggio atalantino. Non sembrano fermarsi i bergamaschi , con Valdes che con un tiro a giro scalda i guanti di Gillet, che si salva immediatamente dopo grazie al palo che salva la sua porta su Manfredini. La partita scivola così verso la fine con il Bari che , incapace di qualsiasi azione degna di risposta al gol del “tir”, subisce una meritata sconfitta.

Un brutto Bari, forse il peggiore della stagione. Sicuramente la squadra di casa ha fatto valere delle motivazioni più forti: la conquista di punti vitali per la salvezza. Però non è stato sicuramente il Bari che conosciamo, manovra lenta incolore e involuta, giocatori apparsi stanchi a tratti apatici, e gioco sterile con pochissime occasioni da gol create. Una riflessione importante, in casa biancorossa potrebbe essere questa: magari certe voci inerenti alla ricerca di punti validi per l’Europa potrebbero destabilizzare i giocatori, che forse dovrebbero vivere alla “giornata”, giocando ogni partita come una finale da dentro fuori, soprattutto alla luce del gioco brillante e “spensierato” messo in mostra finora.